Quinto assioma della comunicazione: simmetria e complementarità

Ilquinto assioma della comunicazioneriguarda il modo in cui due persone si collocano l’una rispetto all’altra mentre si parlano. A volte stanno sullo stesso piano e si rispondono alla pari, e lo scambio è simmetrico; altre volte una guida e l’altra segue, e lo scambio è complementare. Due fratelli che alzano la voce a turno per avere l’ultima parola vivono uno scambio simmetrico, mentre una mamma che tiene per mano il figlio piccolo per attraversare la strada ne vive uno complementare.

Questo principio è uno deicinque assiomi della comunicazioneformulati daPaul Watzlawick, Janet H. Beavin e Don D. Jackson dellaScuola di Palo Alto. È il gruppo di ricerca californiano che negli anni Sessanta studiò da vicino la comunicazione nelle famiglie.

Punti chiave

  • Il quinto assioma distingue due modi di stare in relazione: alla pari, nello scambio simmetrico, oppure in posizioni diverse che si completano, nello scambio complementare.
  • Nello scambio simmetrico ciascuno risponde con la stessa mossa dell’altro, in quello complementare uno guida e l’altro segue.
  • La complementarità fa parte di ogni rapporto di cura: tra genitore e figlio dura tutta la vita, in altri rapporti, come tra insegnante e alunno, solo per un periodo.
  • Le difficoltà nascono quando uno dei due, o entrambi, vogliono prevalere senza un vero motivo, oppure quando i ruoli restano fissi per anni.
  • In famiglia queste posizioni si consolidano con il tempo, e riconoscerle permette di capire dove un legame ha perso flessibilità.

Cosa dice il quinto assioma della comunicazione

Il quinto assiomarecita: «Tutte le sequenze di comunicazione sono simmetriche oppure complementari, a seconda che la relazione tra i comunicanti sia basata su differenze oppure su parità».

Detto con parole semplici, nella comunicazione simmetrica le due persone si rispecchiano e fanno o dicono cose simili, come davanti a uno specchio. Quando è complementare occupano due posizioni diverse, una un po’ più in alto e una un po’ più in basso, e il comportamento di ciascuno completa quello dell’altro, come due pezzi di un puzzle che si incastrano.

Comunicazione simmetrica e complementare

quinto assioma della comunicazione simmetria

Nellacomunicazione simmetricale due persone si sentono alla pari e tendono a comportarsi allo stesso modo: se una propone, anche l’altra propone, se una si tira indietro, anche l’altra fa un passo indietro. Succede spesso tra amici, tra colleghi dello stesso livello e tra partner, cioè dove c’è una simmetria di potere e nessuno dei due conta più dell’altro.

Nellacomunicazione complementarele posizioni sono diverse e si incastrano, perché una persona guida e l’altra segue, una propone e l’altra accoglie. Alla base c’è sempre una forma di gerarchia: tra genitore e figlio è permanente, mentre tra insegnante e alunno o tra un responsabile e chi lavora con lui dura il tempo di quel rapporto.

Lo stesso rapporto può passare da una forma all’altra a seconda della situazione. Una coppia che decide insieme come spendere i soldi di casa vive uno scambio simmetrico, e diventa complementare quando uno dei due si prende cura dell’altro in un momento difficile.

Esempi del quinto assioma della comunicazione

  • Tra genitori e figli.Con un bambino piccolo il genitore guida e il figlio segue, e lo scambio è complementare. Con l’adolescenza il ragazzo chiede di dire la sua sulle scelte che lo riguardano, e lo scambio cambia forma restando complementare: il genitore lascia più spazio, il figlio resta figlio.
  • Tra fratelli.«Tocca a te», «no, tocca a te»: è uno scambio simmetrico, in cui ognuno risponde con la stessa mossa dell’altro per difendere la propria parità.
  • Tra generazioni.La nonna che accudisce il nipote e il nipote che si lascia coccolare formano una coppia complementare, e proprio quella differenza di posizione tiene vivo il legame.
  • Nella coppia.Quando due partner discutono alla pari di una scelta importante lo scambio è simmetrico, e diventa complementare quando uno dei due si affida all’altro in un campo che l’altro conosce meglio.
  • Al lavoro.Due colleghi che portano avanti insieme un progetto sono in simmetria, mentre il responsabile che affida un compito a un collaboratore è in complementarità.

Quando simmetria e complementarità diventano disfunzionali

quinto assioma della comunicazione complementarietà

Lo scambio simmetrico si inceppa quando uno dei due, o tutti e due, cercano di avere la meglio sull’altro senza che la situazione lo giustifichi, e la conversazione si trasforma in una gara di potere. Un esempio tipico è il partner che dice «facciamo così, fidati», anche se in passato si è già dimostrato poco affidabile.

Quando la gara diventa sempre più accesa si parla diescalation simmetrica: ogni risposta alza il tono di quella precedente, e fermarsi diventa sempre più difficile per entrambi.

Anche lo scambio complementare può diventare faticoso. Succede quando chi ha più potere, anche solo per un momento, lo usa per schiacciare l’altro, come nel classico «lei non sa chi sono io». Se poi i ruoli restano sempre gli stessi per anni, si parla dicomplementarietà rigida.

Il quinto assioma in famiglia

In famiglia i ruoli si formano presto e tendono a restare. Tra genitori e figli lo scambio resta complementare per tutta la vita, perché nell’ordine sistemico chi viene prima occupa un posto diverso da chi viene dopo. Con gli anni cambia il modo in cui questa differenza si esprime: il figlio adulto prende le proprie decisioni e resta, davanti alla madre e al padre, nel suo posto di figlio. Se la forma resta quella dell’infanzia, chi è abituato a ricevere può fare fatica a far sentire la propria voce, e chi è abituato a guidare può ritrovarsi da solo con responsabilità che nessuno condivide più.

La lettura sistemica considera queste posizioni come parte di un sistema più grande. Chi guida e chi segue, chi decide e chi esegue, chi parla e chi ascolta sono ruoli che spesso si ritrovano già nelle generazioni precedenti. Il caso più estremo è lagenitorializzazione, quando i ruoli si capovolgono e il bambino finisce per sostenere il genitore.

Nellecostellazioni familiarila forma di questi scambi diventa visibile nello spazio, nelle distanze e negli sguardi tra i rappresentanti, e permette di riconoscere quali ruoli appartengono davvero alla persona e quali sono stati ricevuti e ripetuti.

Il quinto assioma tra gli altri

Ilterzo assiomaspiega come ognuno ricostruisce la sequenza degli scambi, cioè chi ha cominciato e chi ha risposto. Il quinto aggiunge che questa sequenza si svolge sempre dentro una relazione che ha già una sua forma, simmetrica o complementare. Ilquarto assiomariguarda invece i canali attraverso cui passa il messaggio, cioè le parole e il linguaggio del corpo.

Domande frequenti sul quinto assioma della comunicazione

Qual è la differenza tra comunicazione simmetrica e complementare?
Nella comunicazione simmetrica le persone stanno alla pari e si rispondono allo stesso modo. In quella complementare occupano posizioni diverse, una guida e l’altra segue, e i loro comportamenti si completano a vicenda.
Una relazione complementare è meno sana di una simmetrica?
Entrambe le forme sono normali e utili. La complementarità è presente in tutti i rapporti di cura, come quello tra genitore e figlio, e merita attenzione quando i ruoli si irrigidiscono e chi riceve perde a poco a poco lo spazio per la propria voce.
Cosa succede quando due persone vogliono entrambe prevalere?
Lo scambio diventa una gara di potere, in cui ognuno rilancia la mossa dell’altro. Quando la gara continua a crescere si parla di escalation simmetrica.
Il quinto assioma si applica anche alle dinamiche familiari?
Sì, e la famiglia è uno dei luoghi in cui si vede meglio. Chi guida e chi segue, chi protegge e chi viene protetto sono posizioni che si consolidano con gli anni, spesso senza che nessuno ne parli, e che si ritrovano di generazione in generazione.
Come si collega il quinto assioma al terzo?
Il terzo assioma riguarda la punteggiatura, cioè il modo in cui ognuno decide chi ha cominciato e chi ha risposto. Il quinto ricorda che questa sequenza si svolge dentro una relazione che è già simmetrica o complementare.

Chi scrive: Elisa Venturi

Operatrice Olistica in Costellazioni Familiari a indirizzo sistemico spirituale e Facilitatrice in Psicogenealogia.

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