In una riunione di lavoro, uno dei partecipanti non apre bocca per tutta la durata dell’incontro. Sta comunicando qualcosa? Sì, che si tratti di disinteresse, disagio o accordo silenzioso, il gruppo attribuirà un senso a quel silenzio. Non c’è modo di uscire dalla comunicazione.
Questo è il cuore delprimo assioma della comunicazionediPaul Watzlawick: ogni comportamento, intenzionale o no, trasmette un messaggio. Anche l’assenza di parole è già un atto comunicativo.
Fa parte del sistema deicinque assiomi della comunicazioneelaborati con i colleghi dellaScuola di Palo Alto. Il quadro completo è disponibile nell’articolo di riferimento.
Il contributo di Paul Watzlawick
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Watzlawick
Paul Watzlawickè una figura centrale nello studio della comunicazione interpersonale. Insieme aJanet Beavin BavelaseDon D. Jackson, ha elaborato i cinque assiomi a partire dall’osservazione diretta delle interazioni umane, in particolare in ambito familiare e sistemico.
LaScuola di Palo Altoha fornito il contesto teorico in cui queste idee si sono sviluppate, spostando l’attenzione dal contenuto delle parole alle dinamiche relazionali che ogni scambio produce. Le sue elaborazioni sono state applicate in ambiti molto diversi: dall’educazione alla terapia familiare, dalcontributo alla teoria della comunicazioneal management.
Il primo assioma della comunicazione
Il primo assioma afferma che“non si può non comunicare”. Ogni comportamento, intenzionale o no, trasmette qualcosa a chi osserva. Anche il silenzio, l’immobilità, lo sguardo altrove sono messaggi: il destinatario attribuirà loro un significato, indipendentemente dall’intenzione del mittente.
Questo principio è alla base di una lettura sistemica delle relazioni: non esiste un momento neutro nella comunicazione tra persone. Ogni scambio, anche quello mancato, lascia una traccia relazionale e può generareemozioninell’altro.
Definizione e spiegazione

Secondo questo principio, ogni comportamento umano è già comunicazione. Anche chi cerca di non comunicare — restando in silenzio, uscendo dalla stanza, non rispondendo a un messaggio — sta trasmettendo qualcosa di preciso sul proprio stato interiore o sulla relazione in quel momento.
Il primo assioma è particolarmente evidente nellacomunicazione non verbale: gesti, posture ed espressioni facciali comunicano spesso più delle parole stesse, e lo fanno in modo difficilmente controllabile.
Esempi pratici del primo assioma
In una riunione di lavoro, il partecipante che non interviene mai sta comunque comunicando qualcosa al gruppo: disinteresse, disagio, accordo silenzioso o tensione trattenuta. Il gruppo leggerà quel silenzio e lo integrerà nella lettura della situazione.
Nelle interazioni quotidiane, una persona che evita il contatto visivo durante una conversazione trasmette qualcosa di significativo sul proprio stato interiore o sull’atteggiamento nei confronti dell’interlocutore anche senza pronunciare una sola parola.
Il ruolo della comunicazione non verbale
Lacomunicazione non verbaleè il canale attraverso cui il primo assioma si esprime con più forza. Gesti, espressioni facciali, postura e tono della voce trasmettono messaggi che possono rafforzare, contraddire o sostituire il contenuto verbale.
Il canale analogico e quello digitale, descritti nel dettaglio nelquarto assioma, mostrano come questi due livelli coesistano in ogni scambio e si influenzino reciprocamente. Quando sono coerenti, il messaggio arriva in modo fluido. Quando si contraddicono, chi ascolta si trova a scegliere a quale piano credere.
Dal primo assioma agli altri principi
Il primo assioma è il punto di partenza: stabilisce che la comunicazione è inevitabile. I principi successivi descrivono come funziona, su quali livelli, con quale struttura, in quale tipo di relazione. Il2° Assiomaci introduce che ogni messaggio ha un livello di contenuto e uno di relazione.
Per il quadro completo:Assiomi della comunicazione: i cinque principi di Watzlawick.
“La comunicazione non è solo ciò che diciamo, ma anche come lo diciamo e, soprattutto, ciò che non possiamo evitare di comunicare.”
– EV –
