Settennio 49-56 anni: sindrome del nido vuoto e famiglia

Ilsettennio dai 49 ai 56 anniè l’ottavo dei cicli di vita di sette anni, il tempo della maturità e del dono di ciò che si è imparato. Per molti genitori è anche l’età in cui i figli lasciano casa, e lasindrome del nido vuotodiventa il passaggio da attraversare per ritrovare il proprio posto nella famiglia.

Punti chiave

  • Il settennio dai 49 ai 56 anni è dedicato alla maturità, alla generosità e alla condivisione dell’esperienza con i più giovani.
  • Nella lettura di Lassalle e Maffray è il settennio di Giove, il pianeta della generosità e della saggezza.
  • La sindrome del nido vuoto descrive ciò che vivono i genitori quando i figli lasciano casa ed è un passaggio naturale della vita, simile a un lutto.
  • Nella lettura sistemica i figli che partono restano figli, e i genitori ritrovano la coppia e il proprio posto tra le generazioni.

Il settennio dai 49 ai 56 anni

Il pianeta Giove con le sue fasce chiare e arancioni, simbolo del settennio dai 49 ai 56 anni nei cicli di vita

Neicicli di vita ogni 7 anni, dai 42 anni in poi si raccoglie ciò che si è seminato e lo si trasmette a chi viene dopo. Il settennio dai 49 ai 56 anni porta questo movimento nella vita di tutti i giorni: la persona mette la propria esperienza al servizio degli altri, soprattutto dei più giovani, e trova nel dare una nuova forma di realizzazione.

È un tempo di maggiore serenità, in cui le passioni e le ambizioni che hanno guidato gli anni della costruzione lasciano spazio a uno sguardo più ampio, e il senso di appartenenza si allarga dalla propria famiglia alla comunità. Lo scambio tra ciò che si dà e ciò che si riceve, che lalegge dell’equilibriodescrive nelle relazioni, trova in questi anni un nuovo assetto.

Il settennio di Giove

Pierre Lassalle e Brigitte Maffray, nel libroLa tua vita cambia ogni 7 anni, associano a ogni settennio un pianeta come immagine simbolica delle sue qualità. Dopo il Marte dei 42-49 anni arriva Giove, il pianeta della generosità, dell’espansione e della saggezza che si condivide.

Giove dà il colore a questo settennio: allarga gli orizzonti, invita a offrire le proprie risorse e trasforma l’esperienza accumulata in insegnamento. Chi lo attraversa scopre spesso che il dono di sé arricchisce prima di tutto chi lo compie.

Che cos’è la sindrome del nido vuoto

La sindrome del nido vuoto descrive ciò che vivono i genitori quando i figli lasciano la casa, per studiare, per lavorare o per costruire una propria famiglia. Èun’esperienza emotiva di transizione, fatta di tristezza, solitudine e perdita di uno scopo, che assomiglia a un lutto naturale e chiede tempo per essere attraversata.

Lo vivono con più intensità i genitori che hanno dedicato ai figli gran parte delle proprie giornate e chi ha costruito la propria identità soprattutto sul ruolo di padre o di madre. Spesso arriva insieme ad altri cambiamenti di questa età, come il pensionamento, la menopausa o l’invecchiamento dei propri genitori, e il settennio dai 49 ai 56 anni li raccoglie tutti in uno stesso periodo.

Il nido vuoto letto dalla famiglia

I figli partono e restano figli

Nella visione sistemica l’uscita dei figli dalla casa è il compimento del lavoro dei genitori. Il figlio che parte porta con sé ciò che ha ricevuto e lo userà per costruire la propria vita. Anche quando vive lontano e diventa adulto, resta figlio dei suoi genitori: il rapporto cambia forma, l’ordine tra le generazioni rimane lo stesso.

Il passaggio diventa più difficile quando un figlio occupa in famiglia un posto che spetta a un adulto, per esempio quando è stato per anni il confidente di un genitore o il ponte tra madre e padre. In questi casi la sua partenza lascia un vuoto più grande, e a volte il figlio stesso fatica a partire per lealtà verso chi resta. Le pagine sullaparentificazionee sullelealtà familiari invisibilidescrivono queste dinamiche.

La coppia ritrovata

Quando i figli escono di casa, i genitori tornano a essere prima di tutto una coppia. È l’occasione per riscoprirsi, per dedicarsi a progetti comuni e per dare spazio a ciò che negli anni dell’accudimento era rimasto in attesa. Anche le tensioni che la presenza dei figli teneva in secondo piano tornano visibili e possono finalmente trovare ascolto.

Quando partirono i genitori

Il nido vuoto riporta alla memoria anche la propria partenza da casa. Chiedersi a che età e in che modo si sono lasciati i propri genitori, e come lo vissero loro, permette di comprendere le emozioni di oggi. Nelgenosociogrammasi possono annotare queste partenze per più generazioni: a volte emerge che un figlio parte alla stessa età in cui partì il nonno, o che una madre vive il distacco come lo visse sua madre.

Il settennio precedente e quello successivo

Il settennio dai 49 ai 56 anni segue quellodai 42 ai 49 anni, il tempo della crisi di mezza età e della scelta di cambiare direzione. Lo segue il settenniodai 56 ai 63 anni, dedicato alla saggezza, ai nipoti e alla memoria della famiglia.

Chi scrive: Elisa Venturi

Operatrice Olistica in Costellazioni Familiari a indirizzo sistemico spirituale e Facilitatrice in Psicogenealogia.

I commenti sono chiusi.