Ivan Boszormenyi-Nagyè stato uno psichiatra ungherese naturalizzato statunitense, vissuto tra il 1920 e il 2007, e uno dei fondatori della terapia familiare. Il suo nome è legato all’approccio contestuale e a un’idea diventata centrale per chi studia le famiglie: tra le generazioni passano debiti, crediti e lealtà, che orientano le scelte delle persone anche quando nessuno ne parla.
Concetti come le lealtà invisibili, la contabilità familiare e la parentificazione nascono dal suo lavoro, e la psicogenealogia e le costellazioni familiari li usano ancora oggi per leggere la storia di una famiglia.
- Nato a Budapest nel 1920, emigrò negli Stati Uniti nel 1950 e lavorò soprattutto a Filadelfia, dove morì nel 2007.
- Ha sviluppato l’approccio contestuale, che guarda la famiglia attraverso cinque dimensioni, tra cui l’etica delle relazioni.
- Nel 1973, con Geraldine Spark, ha pubblicato Lealtà invisibili, uscito in Italia nel 1988.
- Al centro del suo pensiero c’è la giustizia nei legami: l’equilibrio tra ciò che ciascuno dà e riceve, anche tra generazioni.
- Il suo metodo si rivolge a ogni membro della famiglia, compresi gli assenti, con un’attenzione vicina a quella delle costellazioni familiari.
Chi era Ivan Boszormenyi-Nagy: la biografia

Iván Böszörményi-Nagy nacque a Budapest il 19 maggio 1920 in una famiglia di giudici: il padre presiedeva una sezione della Corte suprema ungherese, e prima di lui altre due generazioni avevano ricoperto incarichi giudiziari di alto livello. Questa eredità, si legge nella sua biografia, gli trasmisefin da piccolo l’importanza del senso di giustizia tra le persone. È lo stesso tema che diventerà il cuore del suo lavoro sulle famiglie.
Studiò medicina e psichiatria a Budapest, dove insegnò all’università. Nel 1948, con l’arrivo al potere del regime stalinista, lasciò l’Ungheria e lavorò per due anni in Austria come psichiatra per un’organizzazione internazionale dei rifugiati. Nel 1950 emigrò negli Stati Uniti, dove semplificò il proprio nome in Ivan Boszormenyi-Nagy al momento della naturalizzazione.
Le tappe principali della sua carriera americana sono queste:
- 1957-1977: dirige il dipartimento di psichiatria della famiglia dell’Eastern Pennsylvania Psychiatric Institute di Filadelfia.
- 1963: fonda il Family Institute of Philadelphia e partecipa alla nascita dell’American Family Therapy Academy.
- 1973: pubblicaInvisible loyaltiescon l’assistente sociale Geraldine Spark.
- 1974: diventa professore di psichiatria all’Università della Pennsylvania e guida il dipartimento di terapia familiare dell’Hahnemann Medical College.
- 1999: si ritira dall’attività.
- 2000: riceve dal presidente ungherese Árpád Göncz la medaglia presidenziale.
Secondo il profilo pubblicato dall’accademia olandese che porta il suo nome, la svolta del suo pensiero furono gli incontri all’istituto di Filadelfia, dove sedevano insieme operatori, pazienti e familiari. Morì il 28 gennaio 2007, a 86 anni, a Glenside, in Pennsylvania.
Le influenze: dalla psicoanalisi a Martin Buber
Boszormenyi-Nagy si formò nella psicoanalisi e nella prima terapia familiare. Tra le figure che lo influenzarono ci sono lo psicoanalista Ronald Fairbairn, lo psichiatra Kálmán Gyárfás, suo mentore a Budapest, e la terapeuta familiare Virginia Satir.
La base filosofica del suo lavoro viene invece da Martin Buber e dalla sua filosofia del dialogo tra un «io» e un «tu». Per Boszormenyi-Nagy una persona esiste davvero dentro le relazioni, e le relazioni chiedono riconoscimento reciproco e responsabilità.
La terapia contestuale e le sue dimensioni
Dal 1978 Boszormenyi-Nagy chiamò il proprio modello terapia familiare contestuale, poi semplicemente terapia contestuale. È un approccio che tiene insieme la persona, la famiglia e le generazioni e legge ogni relazione attraversoquattro dimensioni collegate tra loro:
| Dimensione | Cosa comprende |
|---|---|
| I fatti | Eredità biologica, salute, origine culturale, condizione economica, eventi della vita |
| Il mondo interiore della persona | Il mondo interiore di ciascuno, i suoi vissuti e le sue emozioni |
| Le interazioni del sistema | Regole, alleanze, triangoli e scambi che organizzano la famiglia |
| L’etica delle relazioni | Giustizia, reciprocità, lealtà ed eredità tra le persone e tra le generazioni |
In seguito aggiunse una quinta dimensione, detta ontica, che riguarda il legame stesso tra le persone: ciascuno diventa pienamente persona attraverso la relazione con l’altro.
Etica relazionale e giustizia nella famiglia
L’etica delle relazioni è la dimensione più originale del suo pensiero. Riguarda il legame, la cura, la reciprocità, la lealtà, l’eredità, il senso di colpa, l’equità, la responsabilità e la fiducia, dentro una generazione e tra generazioni diverse.
Ogni famiglia sviluppa un proprio senso di giustizia: chi ha dato molto, chi ha ricevuto poco, chi è stato riconosciuto e chi è rimasto ai margini. Questo senso cambia nel tempo e tra culture diverse, e anche fratelli cresciuti nella stessa casa possono viverlo in modo differente. Quando l’equilibrio viene percepito come fragile, possono comparire distanze, tensioni o gesti di compensazione che passano ai figli e ai nipoti.
Il principio di metodo della terapia contestuale si chiamaparzialità multidirezionale. Chi conduce si rivolge a un membro della famiglia dopo l’altro, compresi quelli assenti, riconoscendo a ciascuno ciò che ha dato e ciò che ha diritto di ricevere. È un modo di stare dalla parte di tutti, anche di chi ha fatto del male, per aprire un dialogo in cui ognuno si assume la propria parte.
Lealtà invisibili, contabilità familiare e libro dei conti
Il concetto più conosciuto di Boszormenyi-Nagy sono lelealtà invisibili: legami profondi, spesso inconsapevoli, che tengono una persona fedele alla propria famiglia, alle sue regole e alle sue storie. La presentazione dell’edizione italiana del libro scritto con Spark spiega che«la lealtà nasce da un atteggiamento di aderenza del singolo al sistema», di cui la persona fa proprie le richieste dette e quelle mai espresse.

Accanto alle lealtà c’è lacontabilità familiare, l’immagine di un registro in cui si annotano ciò che ciascuno ha dato e ciò che ha ricevuto. La metafora delGrande Libro dei Conti della Famigliadescrive proprio questo: gesti, rinunce, cure e mancanze che si accumulano e si tramandano.
Un figlio può sentire di dover restituire qualcosa per i sacrifici dei genitori, un fratello può percepire uno squilibrio nelle attenzioni ricevute, un nipote può portare avanti un gesto di riparazione verso un antenato dimenticato. Spesso nessuno di loro sa da dove viene quella spinta.
Boszormenyi-Nagy e la parentificazione
Anche il concetto di parentificazione viene dal suo lavoro. Nel 1973 Boszormenyi-Nagy e i colleghi la definirono comel’aspettativa di un genitore che il figlio svolga il ruolo di genitoreall’interno della famiglia.
Gli stessi autori sono tra quelli che hanno sostenuto che la parentificazione può avere anche un lato adattivo. Nella lettura contestuale diventa un carico soprattutto quando il suo contributo resta invisibile e la contabilità della famiglia non lo restituisce. Il tema è approfondito nella pagina sullaparentificazionee in quella sul legame traparentificazione e lealtà familiare.
I libri di Ivan Boszormenyi-Nagy
Le opere principali, in ordine di uscita, sono:
- Intensive family therapy(1965), curato con James Framo;
- Invisible loyalties(1973), con Geraldine Spark, pubblicato in Italia comeLealtà invisibili. La reciprocità nella terapia familiare intergenerazionaleda Astrolabio Ubaldini nel 1988, nella traduzione di S. Maddaloni;
- Between give and take(1986), con Barbara Krasner, guida pratica alla terapia contestuale;
- Foundations of contextual therapy(1987), raccolta dei suoi scritti.
Lealtà invisibiliè il libro più conosciuto: oltre quattrocento pagine in cui teoria e casi clinici mostrano come la lealtà agisce tra le generazioni.
Boszormenyi-Nagy nella psicogenealogia e nelle costellazioni familiari
La psicogenealogia deve molto a Boszormenyi-Nagy.Anne Ancelin Schützenbergerriprende la sua contabilità familiare inLa sindrome degli antenati, e ilsegreto di famigliasi legge spesso proprio come una lealtà verso chi lo ha custodito.
Anche nellecostellazioni familiarisi ritrovano temi molto vicini ai suoi. L’equilibrio tra dare e ricevere è uno degliordini dell’amoredescritti da Bert Hellinger e trova una formulazione nellalegge dell’equilibrio. L’attenzione a ogni membro della famiglia, compresi gli assenti, ricorda il modo in cui una costellazione restituisce un posto a chi era stato escluso.
Quello che Boszormenyi-Nagy aggiunge è uno sguardo di giustizia. Nella lettura contestuale le lealtà esprimono un legame che chiede riconoscimento, e per questo chiedono di essere onorate più che spezzate. Riconoscere ciò che un genitore o un antenato ha dato permette al discendente di onorare quel legame e, insieme, di prendere la propria strada.
Domande frequenti su Ivan Boszormenyi-Nagy
Chi desidera osservare da vicino le lealtà della propria storia familiare può partecipare allegiornate esperienziali di costellazioni familiarioppure seguire ilPercorso di Crescita Personale, che si svolge anche a distanza.
