Marc Fréchet e il tempo biologico: il corpo tra memoria e ciclicità
L’uomo che ha esplorato la cronobiologia emotiva della vita, un pioniere della memoria biologica e delle ricorrenze emozionali
Marc Fréchet è considerato uno dei riferimenti fondamentali per chi desidera comprendere comeeventi ed emozioni si riflettano nel corposeguendo una logica ciclica e temporale. La sua figura emerge nell’ambito della medicina integrata e dellaricerca transgenerazionalecomeprecursore della cronobiologia emozionale, un approccio che cerca di individuare nel tempo vissuto le matrici profonde di ciò che accade nel presente.
Biologo, terapeuta e ricercatore francese, Fréchet ha dedicato la sua vita all’indagine dellememorie cellulari, delle dinamiche affettive e dei legami invisibili tra eventi significativi e sintomi fisici. Il suo pensiero è in stretta relazione con quello diClaude Sabbahe delle 5 Leggi Biologiche, ma si distingue per l’enfasi posta sullatemporalità ciclicae sullaprecisione cronologicacon cui certi vissuti sembrano riattivarsi.
Il concetto di “Progetto Senso”: tutto ha inizio prima della nascita
Uno degli assi portanti del lavoro di Fréchet è il concetto di“progetto senso”: l’idea chele intenzioni, le emozioni e i vissuti dei genitori nei mesi precedenti al concepimento, durante la gravidanza e nei primi anni di vita del bambino possano costituire un copione invisibile, che agisce nel tempo.
Secondo Fréchet, in questa fase estremamente sensibile il bambino assorbe emozioni e intenzioni, che possono poi diventareschemi interiorizzati, riattivandosi in momenti chiave della vita adulta. Non si tratta di una memoria razionale, ma di una sorta ditraccia biologicache il corpo conserva.
Questo “programma” non è né condanna né destino, ma un codice che, una volta compreso,può essere riletto e trasformato. Il corpo, secondo Fréchet, è il primo messaggero che ci mette in contatto con ciò che vuole emergere.
Le ciclicità biologiche cellulari memorizzate (CBCC)
Altro pilastro del suo pensiero sono leCiclicità Biologiche Cellulari Memorizzate, oCBCC: una teoria secondo cuiogni evento vissuto intensamente lascia una traccia temporale nella nostra memoria cellulare. Questa traccia tende a “riproporsi” nel tempo con una certa regolarità, portando con sé eventi simili, reazioni analoghe, o persino segnali fisici.
Fréchet ha osservato che le persone tendono arivivere inconsapevolmente certe situazioni in date precise, a distanza di un numero definito di mesi o anni da un evento originario. Non per fatalità, ma perché il corpo conserva una sorta di “agenda emozionale” che riporta alla luce ciò che non è stato elaborato del tutto.
Le CBCC permettono dimappare le date significative della vita di una persona, mettendo in relazione sintomi, eventi importanti, decisioni difficili, separazioni, lutti, trasformazioni. Questo metodo è stato definito da alcuni una vera e propriacronopsicogenealogia.
Una lettura del tempo profondo e biologico
Il tempo, per Marc Fréchet, non è lineare:è ciclico, profondo, e si muove come un’onda, che può riportare a galla ciò che era stato vissuto molto tempo prima. In questa visione, la comprensione del tempo vissuto diventa uno strumento fondamentale per dare senso ai sintomi o ai cambiamenti nella vita.
Ogni sintomo può essere interrogato come un messaggio inscrittonella biografia personale e nella sua dimensione temporale. Attraverso l’analisi dei calendari emozionali, Fréchet ha offerto uno strumento di lavoro che consente diriannodare eventi,emozionie manifestazioni fisichein una narrazione coerente.
L’eredità nella psicogenealogia e nelle costellazioni familiari
Il pensiero di Marc Fréchet ha avuto un grande impatto sullapsicogenealogiae sulle pratiche sistemiche, in particolare lecostellazioni familiari. Il suo concetto di “progetto senso” è stato integrato da molti operatori comechiave di accesso per comprendere le radici profonde di scelte, sintomi e percorsi di vita.
In ambito sistemico, le sue ricerche hanno offerto spunti per esplorare illegame invisibile tra genitori e figli, non solo sul piano relazionale ma anche sul piano biologico e temporale. L’eco di un evento vissuto da un genitore — come una separazione, un cambiamento drastico, un’emozione intensa — può manifestarsi anni dopo nel figlio,in date precise, come una riattivazione sottile ma potente.
Una visione che ci riporta al senso
Il lascito di Marc Fréchet è un invito adare attenzione al tempo vissuto, ai cicli, ai legami nascosti tra eventi e reazioni corporee. Il suo lavoro non si limita a cercare spiegazioni, mapunta a restituire senso alle esperienze, riconoscendo nel corpo un archivio sensibile che cerca coerenza.
Fréchet ha gettato un ponte tra biologia, genealogia ed emozioni, mostrando come il corpo e la memoria siano alleati nel renderci più consapevoli di ciò che portiamo dentro. Non c’è fatalismo nel suo approccio, mauna chiamata alla presenza, alla scoperta e alla rielaborazione del proprio cammino, anche attraverso il calendario della propria vita.
